Il rialzo della Bank of England dà una spinta alle lancette dell’orologio

Tassi Banche Centrali

Il rialzo della Bank of England dà una spinta alle lancette dell’orologio

Ieri, 2 novembre, la Bank of England ha rialzato il tasso di interesse riportandolo allo 0,50%, dopo la riduzione di 25 punti base decisa nel 2016 a seguito del referendum sulla Brexit.

L’economia inglese si sta rivelando meno peggio di quanto gli economisti tendevano a prevedere, mentre la svalutazione della sterlina espone maggiormente a rischi di inflazione, specialmente ora che il petrolio ha ritrovato una nuova vitalità (ne parleremo in un articolo lunedì prossimo).

Ma questo è solo un tassello del grande puzzle delle banche centrali, dato che Jerome Powell ha ottenuto dal Presidente Trump la nomina alla guida della Federal Reserve e si alternerà a Janet Yellen da febbraio del prossimo anno .

La Fed ha già da tempo iniziato un percorso di rialzo tassi e di riduzione del bilancio, dopo l’espansione del QE (si veda anche qui), e ora il mercato si interroga a come sarà improntata la politica monetaria del nuovo Governatore.

Non mancheranno le incertezze dei primi tempi, ma Jerome Powell dovrebbe tutto sommato risultare abbastanza favorevole ai mercati: continuerà il percorso restrittivo della Yellen, magari applicando maggiore gradualità, inoltre potrebbe mostrarsi favorevole a un rilassamento delle regolamentazioni finanziarie.

Ma il vero succo sulle banche centrali è che le lancette dell’orologio si sono messe a camminare più velocemente e la BCE, pur avendo diminuito il ritmo degli acquisti mensili da gennaio 2018, rischia di trovarsi dietro l’angolo.

L’economia europea corre ormai, l’Italia è un po’ il fanalino di coda, ma si è messa anche lei in carreggiata; presto, complice il petrolio, tornerà qualche tensione sul lato dell’inflazione e certamente la Germania non mancherà di far sentire il fiato sul collo di Mario Draghi, rendendogli difficile il fine mandato.

In tutto questo, i nostri titoli di Stato segnano uno spread intorno ai 140 punti, ma è difficile che manterranno la posizione dato che il debito continuerà a crescere (si veda qui).

Dobbiamo quindi prepararci per tempo alle nuove evoluzioni dei mercati che ci porteranno ad archiviare questa lunga stagione di tassi bassi; un periodo che forse un domani potremo solo raccontare ai nostri nipoti.

 

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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Fondatore della Mazziero Research, socio Ordinario Professional SIAT (Società Italiana di Analisi Tecnica), consulente finanziario autonomo iscritto all’albo OCF, responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting. Autore di numerosi libri, fra cui “Guida all’analisi tecnica”, “Investire in materie prime” e “La crisi economica e il macigno del debito”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari e programmi radiotelevisivi; pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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