Rating Italia: S&P conferma BBB con outlook stabile – Le motivazioni

Rating Italia: S&P conferma BBB con outlook stabile – Le motivazioni

La valutazione di Standard & Poor’s

 

Il 23 aprile a mercati chiusi, S&P ha confermato il rating dell’Italia a BBB con outlook stabile.

S&P si conferma fra le tre maggiori agenzie quella che mantiene un giudizio più bonario nei confronti del nostro Paese. Vediamo insieme le motivazioni, liberamente tratte dal rapporto di S&P:

 

Prospettive

Le prospettive stabili bilanciano il deterioramento delle finanze pubbliche italiane causato dalla pandemia con l’orientamento monetario altamente favorevole della Banca centrale europea e le future sovvenzioni e prestiti dell’UE per un valore stimato del 12,5% del PIL attraverso il nuovo strumento di ripresa e resilienza della Commissione europea.

 

Ipotesi di scenario negativo

  • Crescita inferiore alle ipotesi attuali;
  • Crescita delle passività legate alle garanzie prestate dallo Stato;
  • Blocco dei trasferimenti relativi al programma Next Generation EU.

 

Ipotesi di scenario positivo

  • Crescita superiore alle ipotesi attuali;
  • Attuazione riformne strutturali e fiscali;
  • Efficace dispiegamento delle risorse del programma Next Generation EU;
  • Percorso discendente del rapporto Debito/PIL.

 

Considerazioni

  • L’accelerazione del programma vaccinale italiano, insieme al raddoppio dello stimolo fiscale, dovrebbe favorire una solida ripresa economica durante la seconda metà di quest’anno.
  • Il costo del servizio del debito – quasi tutto detenuto dalla Banca d’Italia nell’ambito del Pandemic Emergency Purchase Programme – continua a diminuire.
  • Il rischio a lungo termine per la sostenibilità del debito italiano rimane il basso potenziale di crescita economica del paese, aggravato dalla stagnazione della produttività del lavoro nell’ultimo decennio.
  • I vincoli alla crescita italiana includono un contesto imprenditoriale debole, comportamenti anticoncorrenziali nei servizi professionali, un sistema giudiziario inefficiente, un’amministrazione pubblica gravosa (in particolare a livello di governo locale) e disallineamenti delle competenze del mercato del lavoro insieme ai costi finanziari e legali relativamente elevati per i licenziamenti.
  • La produttività del lavoro non è omogenea in tutta Italia; il Centro-Nord industrializzato è più produttivo della media UE.
  • In termini assoluti l’Italia, è la seconda più grande economia manifatturiera in Europa e la settima più grande al mondo con esportazioni pari al 32% del PIL italiano. Altre caratteristiche macroeconomiche distintive dell’Italia sono la sua posizione creditoria netta sull’estero nei confronti del resto del mondo e i ricorrenti avanzi delle partite correnti.
  • L’Italia, tradizionalmente un contributore netto al bilancio dell’UE, sarà il principale beneficiario del nuovo strumento dell’UE per la ripresa e la resilienza.
  • Il merito creditizio dell’Italia beneficia della sua appartenenza all’Unione economica e monetaria.
  • Fino all’aprile di quest’anno, i progressi nella riduzione dei crediti deteriorati erano stati costanti, ma la stasi economica combinata con la moratoria sui pagamenti ipotecari peserà probabilmente sulla qualità degli attivi.

 

Prossimi appuntamenti con i Rating

Venerdì prossimo, 30 aprile, sarà il turno di DBRS che attualmente valuta l’Italia BBB high ma con outlook negativo.

Di seguito il calendario degli appuntamenti aggiornato.

 

 

 

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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Fondatore della Mazziero Research e socio Ordinario Professional SIAT (Società Italiana di Analisi Tecnica). Autore di numerosi libri, fra cui “Guida all’analisi tecnica”, “Investire in materie prime” e “La crisi economica e il macigno del debito”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari e programmi radiotelevisivi; pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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