Falsi miti e credenze del mercato commodity

Falsi miti e credenze del mercato commodity

Nel caso invece la speculazione dovesse spingere al ribasso i prezzi e quindi portare la curva forward come idealmente descritta dalla linea verde tratteggiata, gli operatori troverebbero non più remunerativo vendere lungo la curva dei future e si sposterebbero sulla scadenza spot, seguendo il verso della freccia verde orizzontale; la minor pressione di vendita sui future tenderebbe così a riequilibrare il prezzo negli originari rapporti.

Occorre specificare che il termine “operatori del settore” va inteso nel senso più ampio possibile, comprendendo anche le banche che fungono da controparte per operazioni di hedging e che si coprono a loro volta sui mercati, seguendo una domanda che è guidata da chi produce, trasforma, utilizza e commercializza la merce.

Dietro al termine operatore, inoltre, vi posso essere multinazionali agroalimentari fortemente capitalizzate, ma anche governi che accedono ai mercati per funzioni di programmazione delle scorte; in definitiva “tasche profonde” capaci di troncare sul nascere velleità speculative non solo di piccoli investitori ma anche di temerari hedge fund.

Anzi, sono proprio questi soggetti che rendono efficiente il mercato, in quanto, in virtù dell’asimmetria informativa sul fair value di una merce, svolgono una funzione di assicurazione dei rischi che gli operatori desiderano in parte scaricare sul mercato.

L’eliminazione o la limitazione dell’accesso della speculazione a questi mercati, come sovente proposto, otterrebbe l’effetto di incrementare i rischi degli operatori e quindi, in ultima analisi, contribuirebbe a innalzare i prezzi; a conferma di ciò sarebbe sufficiente osservare i casi di temporanea sospensione delle quotazioni o di delisting delle materie prime, come quello che interessò le cipolle tra il 1958 e il 1959.

È così che quando capita di leggere che si “specula sulla fame nel mondo” o “sulla povertà dei paesi a vocazione agricola” – dato che a seconda che i prezzi alimentari siano alti o bassi è sempre colpa della speculazione – risulti difficile trattenere un sorriso di compatimento per chi confonde la causa con l’effetto.

Viene da domandarsi se i medesimi propugnatori di simili teorie non si siano ancora accorti dell’esistenza dei future sul clima, infatti se avessero notato la loro presenza, seguendo la medesima logica, non avrebbero esitato ad allertare sui pericolosi effetti della speculazione nell’aumento della canicola estiva o della rigidità invernale.

Bibliografia

Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Fondatore della Mazziero Research e socio Ordinario Professional SIAT (Società Italiana di Analisi Tecnica). Autore di numerosi libri, fra cui “Guida all’analisi tecnica”, “Investire in materie prime” e “La crisi economica e il macigno del debito”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari e programmi radiotelevisivi; pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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