Per la cinese Dagong i BTP sono titoli spazzatura

Rating Italia maggio 18

Per la cinese Dagong i BTP sono titoli spazzatura

Questo articolo è estratto dal 30° Osservatorio sui dati economici italiani, pubblicato il 22 maggio, che può essere scaricato gratuitamente Cliccando qui

Ma prima di passare all’articolo ecco una +++ BREAKING NEWS +++

MOODY’S pone sotto revisione l’outlook dell’Italia per un possibile declassamento, la notizia si trova qui, ecco la testata dell’annuncio.

Moody's review

Le cause della revisione:

  1. Il rischio significativo della posizione fiscale dell’Italia in relazione al piano della nuova coalizione di governo.
  2. Il rischio di una battuta di arresto nel processo di riforma strutturale e di cancellazione della riforma pensionistica varata nel 2011.

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Ma ora torniamo all’articolo secondo cui per Dagong i BTP sarebbero titoli spazzatura. Buona lettura.

Junk Bond, titoli spazzatura, così si definiscono in gergo finanziario i titoli degli emittenti con una valutazione inferiore alla tripla B.

L’agenzia cinese di rating Dagong, la più severa sul debito occidentale, ha classificato qualche giorno fa i titoli di Stato italiani come BB+, un livello che si trova al di sotto dell’investment grade e viene classificato come speculative grade, cioè spazzatura (Figura sopra).

Questo sarebbe un dettaglio non da poco, nel caso il medesimo giudizio venisse attribuito da due su tre delle maggiori agenzie di rating, e determinerebbe l’automatica esclusione dei titoli di Stato italiani da numerosi panieri di investimento. La conseguenza sarebbe l’immediata vendita per parecchi miliardi e il contemporaneo innalzamento dello spread rispetto al Bund tedesco, con un pesante aggravio della spesa per interessi.

In realtà la notizia del declassamento è stata pressoché ignorata dai media nazionali, che ripetutamente snobbano le valutazioni della casa cinese.
Ancor più sfavorevole è l’attribuzione dell’outlook negativo, che quindi apre la strada a ulteriori declassamenti del rating entro uno o due anni.

Le motivazioni del severo giudizio sono relative al quadro politico frammentato e alla permanenza di rischi di crisi sistemiche nel settore bancario, a causa della lentezza nell’eliminazione dei crediti inesigibili. L’Italia, secondo gli analisti di Dagong, appare incapace di diminuire la propria dipendenza dal debito, generando a sua volta un’economia stagnante che continua a minare le fonti di rimborso del paese e mettendo a repentaglio la solvibilità del governo.

A nostro avviso, si tratta di un giudizio particolarmente rigido nell’attribuzione del rating e dell’outlook negativo, ma certamente le motivazioni addotte appaiono ineccepibili.

 

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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Fondatore della Mazziero Research, socio Professional SIAT (Società Italiana di Analisi Tecnica) è responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting; si occupa di analisi finanziarie, reportistica e formazione. Autore di numerosi libri, fra cui "Investire in materie prime" e "La crisi economica e il macigno del debito", viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari e programmi radiotelevisivi; pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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