Le Conclusioni del 43° Osservatorio sui conti italiani

Le Conclusioni del 43° Osservatorio sui conti italiani

L’economia italiana a metà 2021

 

(Link immediato all’Osservatorio Italia economia a metà 2021  – attendere il caricamento)

 

Riportiamo di seguito le Conclusioni del 43° Osservatorio sui dati economici italiani, analisi, grafici e commenti possono essere letti scaricando gratuitamente la pubblicazione qui

 

Produzione industriale, commercio al dettaglio ed esportazioni presentano dati molto positivi, in base alle rilevazioni Istat, e si presume che questa tendenza possa continuare nei prossimi mesi.

Ne consegue che pur mantenendo la cautela nella nostra stima di aumento del PIL al 5,7% per l’anno in corso, questa verrà prossimamente rivista avvicinandola al 6% e incrementandola anche ulteriormente in caso di sviluppi ancora più favorevoli.

Se da un lato possiamo considerare questi dati già pressoché acquisiti, a nostro avviso ora occorre focalizzarsi sugli elementi che consentiranno di mantenere un elevato tenore di crescita non solo per l’anno prossimo, ma anche per gli anni successivi.

A tal proposito non è sufficiente solo l’attuazione del PNRR, ma diventa essenziale il recupero dei posti di lavoro persi, anche attraverso una rivisitazione dei contratti e dei salari, nonché a verifiche di mansioni e produttività a partire dal pubblico impiego.

L’aspetto della crescita, e tutte le misure per renderla strutturale, è strettamente legato al tema del debito pubblico che continua a salire e che dovrà trovare convincenti motivazioni di sostenibilità nel momento in cui la BCE necessariamente dovrà allentare gli acquisti di titoli di Stato.

In quel momento il grande giudice tornerà ad essere il mercato che potrebbe richiedere rendimenti estremamente onerosi qualora il percorso di rinnovamento del Paese non sia convincente. A quel punto, potrebbe essere la spesa per interessi a porre in difficoltà i conti pubblici sottraendo risorse preziose al bilancio.

Abbiamo ancora un po’ di tempo prima di questa eventualità, ma occorre agire ora per non trovarsi impreparati un domani.

 

Sommario delle stime Mazziero Research

Debito Pubblico

La stima a dicembre 2021
Compreso tra 2.709 e 2.749 miliardi
Intervallo confidenza al 95%
Dato ufficiale verrà pubblicato a metà febbraio 2022

Variazione PIL

Stima PIL 3° trimestre 2021: +2,2% (tra +1 e +4%)
Stima PIL 4° trimestre 2021: -0,8% (tra -2 e +2%)
Stima PIL 2021: +5,7% (tra +5 e +7%)

 

Spesa per Interessi

Stima Mazziero Research spesa lorda a fine 2021: 66,4 miliardi.
Stima Mazziero Research spesa netta a fine 2021: 58,1 miliardi.

Nota esplicativa: Per spesa per interessi lorda si intende l’esborso per interessi come risultante dal conto di cassa della Ragioneria Generale; per spesa per interessi netta si intende il conguaglio tra interessi attivi e passivi e riportato nelle statistiche ufficiali dell’Istat. 

 

In questo numero:

  • Rating: verso un miglioramento dei giudizi?
  • Debito ogni mese un record.
  • Entrate e uscite: primi segni di normalizzazione.
  • Spesa per interessi ancora sotto controllo.
  • Scadenze dei titoli di Stato sempre più impegnative.
  • La BCE inizia a ridurre gli acquisti del programma PEPP.
  • PIL 2021 vicino al 6%.
  • Segnali incoraggianti da commercio e produzione industriale.
  • Un 2% in più di PIL dal rientro dallo smart working.
  • Mancano ancora 330 mila di posti di lavoro.
  • Inflazione: un fenomeno temporaneo piuttosto duraturo.
  • Il commento di Andrew Lawford: Il busillis dei tassi d’interesse negativi.
  • Note economiche di Gabriele Serafini: Aumento dei depositi e aumento delle disuguaglianze.
    Così stiamo uscendo dalla pandemia.

 

 

E’ possibile scaricare il 43° Osservatorio sui dati economici italiani al link:
Italia economia a metà 2021 – attendere il caricamento

 

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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Fondatore della Mazziero Research e socio Ordinario Professional SIAT (Società Italiana di Analisi Tecnica). Autore di numerosi libri, fra cui “Guida all’analisi tecnica”, “Investire in materie prime” e “La crisi economica e il macigno del debito”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari e programmi radiotelevisivi; pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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