La carenza di tutto – ARTICOLO DI GIACOMO PRANDELLI

La carenza di tutto – ARTICOLO DI GIACOMO PRANDELLI

 

Articolo di Giacomo Prandelli

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Introduzione di Maurizio Mazziero
In questo articolo, Giacomo Prandelli, traccia una mappa delle grandi tendenze di questo momento.
Siamo a un punto di svolta: la carenza di tutto, i governi fanno di tutto per nasconderla e l’unico modo per mantenere la calma è stampare banconote.
Però non si possono stampare molecole, calorie o atomi. È per questo che gli asset reali sono diversi da tutto il resto.

 

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Cari mercanti,

Guardate come il mondo si sposta e si rifornisce di energia: oggi quasi ogni via principale è in crisi insieme. Da Hormuz passavano 20 milioni di barili al giorno, oggi a malapena 5. Nel Mar Rosso i mercantili vengono attaccati. I porti del Mar Nero da cui parte il grano sono sotto tiro. Il Reno è al livello più basso mai registrato. Il Canale di Panama, prosciugato, raziona il traffico. Non ho mai visto tutti i colli di bottiglia cedere insieme.

 

 

Sotto queste rotte c’è un mondo che ha poco di tutto e un sistema finanziario che perde fiducia. Le cose scarseggiano, i soldi valgono meno. È la carenza di tutto, e definirà il decennio.

Mai così tante rotte in crisi insieme

Gli oleodotti che aggirano Hormuz trasportano al massimo 9 milioni di barili: non bastano a coprire il buco. Il Mar Rosso è a un quarto del traffico normale. Russia e Ucraina insieme fanno il 27% del grano mondiale, e Kiev ha perso un terzo della capacità di export. Ogni rotta alternativa sta già portando l’emergenza di qualcun altro.

Il segnale che il mercato non vuole vedere

Il greggio è il rumore, i carburanti raffinati sono il segnale. Nessuno mette greggio nel serbatoio: si consuma diesel e benzina. Il 17 agosto il margine di raffinazione sul diesel ha toccato il record di 102 dollari al barile. Il greggio ne costa 80: il margine vale più del petrolio. Se guardi al diesel, il mondo paga come se il petrolio fosse a 160. Le scorte USA di distillati sono al minimo dal 1996.

 

 

La riserva quasi vuota

Da cinquant’anni i governi hanno imparato a nascondere la scarsità: svuoti la riserva strategica, tieni bassi i prezzi, arrivi alle elezioni. La riserva americana è a 290 milioni di barili, il minimo dal 1982, e stanno prelevando altri barili per portarla a 240. Sotto i 300 milioni le caverne di sale cedono. Trump ha ammesso che restano quattro settimane di scorte. Quando quel cuscinetto sparisce, il prezzo fa un salto.

Il conto di dieci anni senza investimenti

Per un decennio la politica ha detto all’industria petrolifera e mineraria di fermarsi, in nome di un futuro più pulito. Oggi la spesa mondiale per cercare ed estrarre petrolio e gas è di 546 miliardi l’anno, il 40% sotto il picco del 2014. Dieci anni persi non si recuperano con un comunicato: una miniera di rame nuova richiede vent’anni.

 

Due compratori che ignorano la recessione

Molti dicono: basta una recessione, la domanda crolla e tutto si sistema. In un ciclo normale sarebbe vero, ma oggi ci sono due nuovi compratori a cui non importa. Il primo è la guerra: la spesa militare globale ha superato i 2.900 miliardi l’anno, e ogni missile o drone richiede metallo ed energia. Il secondo è l’AI: i data center valgono 800 miliardi negli USA, quasi un trilione a livello mondiale. Non è software, sono acciaio, rame, cemento e generatori diesel. Il conto può solo salire.

Perché il dollaro deve indebolirsi

Il debito americano è così grande che solo gli interessi superano i mille miliardi l’anno, più dell’intero bilancio della difesa. L’unica via senza bancarotta è svalutare la moneta e ripagare con dollari che valgono meno. Il titolo americano a 30 anni rende il 5,3%, il più alto dal 2007. Giappone e Cina comprano meno debito USA. L’inflazione moderna nasce dagli assegni distribuiti ai cittadini. In un paese diviso, l’unico modo di tenere la calma è distribuire soldi.

Il patto del dopoguerra si rompe

Nel 1945, a Bretton Woods, gli USA hanno fatto un accordo con il mondo libero: noi teniamo aperte le rotte marittime, voi usate il dollaro. Oggi tre di quelle rotte sono bloccate e nessuno le riapre. Se l’America non rispetta più la sua parte, perde il privilegio. Con un deficit vicino al 6% del PIL, quel privilegio perso diventa un costo enorme. Un drone da 40 mila dollari distrugge una macchina che ne vale mille volte tanto.

La carenza di tutto è qui. Non si possono stampare molecole, calorie o atomi. È per questo che gli asset reali sono diversi da tutto il resto.

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GEOPOLITICA DELLE TERRE RARE

Scritto a 4 mani da Paolo Gila e Maurizio Mazziero.

Che gli Stati Uniti siano interessati alla Groenlandia, ormai, è risaputo. Ma quali sono le società americane pronte a sbarcare tra i ghiacci artici per estrarre Terre Rare e chissà cos’altro? E chi sono i principali soci di queste imprese minerarie che stanno lavorando sotto traccia e che motivano Trump a compiere scelte ardite? Ma guarda, tra gli azionisti dei gruppi interessati ai metalli del futuro ci sono anche coloro che hanno fondato e che guidano le Big Tech a stelle e strisce! Perchè?

Scoprilo in questo libro indirizzato a un pubblico vasto, scritto con un linguaggio semplice. Seconda parte interamente dedicata all’investimento in Terre Rare e materie prime critiche e strategiche, completa di una guida ai termini finanziari di 20 pagine.

Arricchito da grafici, tabelle e da una mappa a colori, nella copertina interna, che localizza le riserve di terre rare, il libro unisce geopolitica, economia e finanza, offrendo uno strumento prezioso per orientarsi in una partita che deciderà ricchezza, sicurezza energetica e potere nei decenni futuri.

 

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LE MAPPE DEL TESORO

Scritto a 4 mani da Paolo Gila e Maurizio Mazziero.

Un libro avvincente per conoscere i futuri dominatori del Mondo che possiedono le materie prime necessarie alle sfide del nostro tempo.

Una lettura che illumina le strategie sottostanti alla corsa globale alle materie prime e aiuta a pensare ai futuri possibili per l’umanità.

È un libro per non specialisti, per un pubblico vasto, scritto con un linguaggio semplice e adatto anche per i ragazzi che studiano con 30 mappe a colori dei luoghi di produzione.

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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Fondatore della Mazziero Research, Socio Onorario SIAT (Società Italiana di Analisi Tecnica), esperto in materie prime, si occupa di analisi finanziarie, reportistica e formazione. Docente Academy Euronext Borsa Italiana, collabora con OROvilla e ABS Consulting. Coautore del libro “Le Mappe del Tesoro” e “Geopolitica delle Terre Rare”, ha scritto numerosi testi economico-finanziari, fra cui “Investire in materie prime” e “Guida all’analisi tecnica”. Ha pubblicato per quindici anni un Osservatorio sui dati economici italiani ed è spesso invitato come esperto di mercati ed economia a convegni, seminari e programmi radiotelevisivi.

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