30 Apr È la fine dell’OPEC? – Articolo di Giacomo Prandelli
Articolo di Giacomo Prandelli
Se non hai letto il precedente CLICCA QUI
Se vuoi abbonarti alla Newsletter (Free o Pagamento) di Giacomo Prandelli The Merchant’s News con le indicazioni operative di investimento CLICCA QUI
Introduzione di Maurizio Mazziero
In questo articolo Giacomo Prandelli ci spiega il significato e le conseguenze dell’uscita dall’OPEC degli Emirati Arabi.
Ecco perché questa decisione potrebbe portare alla fine dell’OPEC.
———————
Per 60 anni il prezzo del petrolio è stato deciso in una stanza a Vienna, dove l’Arabia Saudita parlava più di tutti gli altri. Ogni litro di benzina, ogni biglietto aereo, ogni barile di greggio passava da lì.
Il 28 aprile 2026 gli Emirati Arabi Uniti hanno detto basta. Dal 1 maggio escono dall’OPEC.
In un’intervista alla CNN, il ministro dell’energia Suhail Al Mazrouei lo ha annunciato con calma, vestito di grigio. Ha parlato di “revisione strategica”, di flessibilità, della necessità di muoversi senza vincoli mentre lo Stretto di Hormuz è ormai un poligono di tiro per missili. Ha anche detto che la decisione avrà “un impatto immediato limitato sui prezzi globali del petrolio”.
Ed è proprio questa frase che bisogna rileggere con attenzione. I cartelli non annunciano mai di stare morendo. Quello che ha fatto Al Mazrouei è raccontare al mondo che il cartello che ha fissato il prezzo del petrolio per mezzo secolo non funziona più per uno dei suoi membri principali, chiedendo a tutti di prenderla bene.
Il mercato non l’ha presa bene. Il Brent è salito del 3 percento nelle prime ore. La maggior parte di quel rialzo è dovuta al rischio Hormuz. Ma se togli la guerra dall’equazione, lo scenario di medio periodo va nella direzione opposta. Togli un milione di barili al giorno di capacità inutilizzata, il punto di pareggio fiscale più basso del Golfo e un obiettivo di 5 milioni di barili al giorno dal calderone OPEC, e quello che resta è un cartello molto più debole nel difendere un prezzo minimo.
Le tre ragioni ufficiali
Al Mazrouei ha citato tre motivi, in ordine preciso:
- allineamento con la visione economica di lungo termine degli Emirati,
- sostegno agli investimenti nel petrolio,
- necessità di operare senza quote durante le crisi su Hormuz.
L’ordine non è casuale. Il primo motivo riguarda la ristrutturazione economica del paese. Il secondo è collegato al piano di investimenti da oltre 150 miliardi di dollari di ADNOC. La guerra con l’Iran è stata messa per ultima apposta. Abu Dhabi vuole far passare questa scelta come strategica e meditata, non come una reazione di pancia ai missili.
Perché gli Emirati erano stufi
Negli ultimi dieci anni ADNOC ha portato la capacità produttiva da 3,5 a circa 4,85 milioni di barili al giorno. L’obiettivo ufficiale è 5 milioni entro il 2027, con la possibilità concreta di arrivare a 6. Tutto questo non si conciliava con un accordo OPEC+ che fino a poco fa imponeva agli Emirati un tetto di circa 3,2 milioni di barili. Avevano speso soldi veri per espandere la capacità e quella capacità veniva tenuta ferma per difendere i prezzi di produttori meno efficienti che non avevano investito un dollaro.
La rivalità con Riyadh
L’uscita formalizza anche una rivalità interna al Golfo che andava avanti da tempo. Arabia Saudita ed Emirati non sono più economie complementari, sono modelli in concorrenza. Vogliono entrambi essere il polo regionale per capitali, aziende, turismo, logistica e infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Il nodo vero è il prezzo del petrolio necessario per chiudere i bilanci. La Vision 2030 saudita ha bisogno di circa 90 o 100 dollari al barile. Gli Emirati stanno in piedi già a 50 dollari. In uno scenario con petrolio a 60 dollari, Abu Dhabi resta in surplus mentre Riyadh finisce in deficit pesante. È proprio questa asimmetria che permette agli Emirati di minacciare in modo credibile di pompare di più, anche con un mercato in calo, perché un mercato debole fa molto più male al rivale che a loro.
I numeri parlano chiaro: 113 miliardi di barili di riserve provate, sesti al mondo. Costi di estrazione tra i più bassi del pianeta. Una compagnia petrolifera di Stato moderna e ben gestita. Una politica estera che guarda sempre più verso Washington e l’Asia.
Perdere un produttore così non è come perdere l’Indonesia. È un colpo strutturale che renderà molto più difficile per l’OPEC difendere il pavimento dei prezzi nei prossimi mesi.
———————
GEOPOLITICA DELLE TERRE RARE
Scritto a 4 mani da Paolo Gila e Maurizio Mazziero.
Che gli Stati Uniti siano interessati alla Groenlandia, ormai, è risaputo. Ma quali sono le società americane pronte a sbarcare tra i ghiacci artici per estrarre Terre Rare e chissà cos’altro? E chi sono i principali soci di queste imprese minerarie che stanno lavorando sotto traccia e che motivano Trump a compiere scelte ardite? Ma guarda, tra gli azionisti dei gruppi interessati ai metalli del futuro ci sono anche coloro che hanno fondato e che guidano le Big Tech a stelle e strisce! Perchè?
Scoprilo in questo libro indirizzato a un pubblico vasto, scritto con un linguaggio semplice. Seconda parte interamente dedicata all’investimento in Terre Rare e materie prime critiche e strategiche, completa di una guida ai termini finanziari di 20 pagine.
Arricchito da grafici, tabelle e da una mappa a colori, nella copertina interna, che localizza le riserve di terre rare, il libro unisce geopolitica, economia e finanza, offrendo uno strumento prezioso per orientarsi in una partita che deciderà ricchezza, sicurezza energetica e potere nei decenni futuri.
Puoi acquistarlo qui:
Hoepli LINK ==== >> Spedizione GRATIS
Amazon LINK
———————-
Scritto a 4 mani da Paolo Gila e Maurizio Mazziero.
Un libro avvincente per conoscere i futuri dominatori del Mondo che possiedono le materie prime necessarie alle sfide del nostro tempo.
Una lettura che illumina le strategie sottostanti alla corsa globale alle materie prime e aiuta a pensare ai futuri possibili per l’umanità.
È un libro per non specialisti, per un pubblico vasto, scritto con un linguaggio semplice e adatto anche per i ragazzi che studiano con 30 mappe a colori dei luoghi di produzione.
Puoi acquistarlo qui:
Hoepli LINK ==== >> Spedizione GRATIS
Amazon LINK
———————-
PORTA UN ESPERTO DI ECONOMIA NELLA CONVENTION DELLA TUA AZIENDA
Gli analisti della Mazziero Research possono contribuire al successo del tuo evento portando la loro esperienza sull’economia italiana e globale e sui mercati finanziari.
Contattaci subito qui




Sorry, the comment form is closed at this time.