Caffè: facciamo il punto – Analisi fondamentale e prospettive delle quotazioni

Caffè: facciamo il punto – Analisi fondamentale e prospettive delle quotazioni

Scorte finali in calo

 

Il grafico sopra mostra l’andamento delle scorte di caffè al termine della stagione corrente: la linea rossa (scala sx in migliaia di sacchi) mostra la riduzione rispetto alle annate scorse, mentre gli istogrammi marroni (scala dx in percentuale) mostra il rapporto tra scorte e consumo mondiale.

Come si può notare il valore al 20% è di poco superiore a quanto registrato nell’annata 2017/18 ed equivale a 2,4 mesi di autonomia.

Domanda e offerta

 

Il calo delle scorte è il risultato di una produzione che torna quasi in equilibrio – l’offerta, linea in azzurro, si avvicina molto alla domanda, linea in verde – e pur permanendo un surplus di 1.211 migliaia di sacchi questo si riduce a pressochè un decimo della passata stagione.

Il risultato di questa contrazione di produzione è principalmente dovuto all’annata off (di minore produzione) del Brasile, principale produttore della qualità Arabica, che passa da 48,2 milioni di sacchi a 41 milioni.

Sul fronte Robusta, il Vietnam, principale produttore, entra nell’annata on (ciclo bimestrale di maggior produzione), ma si stima solo un modesto incremento da 29 a 29,1 milioni di sacchi.

Vista nel complesso la produzione vede le seguenti variazioni:

Arabica

  • annata scorsa 104,4 milioni di sacchi
  • annata corrente 97,3 milioni di sacchi

 

Robusta

  • annata scorsa 70,1 milioni di sacchi
  • annata corrente 71,8 milioni di sacchi

 

Offerta totale

  • annata scorsa 174,5 milioni di sacchi
  • annata corrente 169,1 milioni di sacchi

 

Domanda totale

  • annata scorsa 163,9 milioni di sacchi
  • annata corrente 167,9 milioni di sacchi

(Grafici e calcoli elaborati dalla Mazziero Research sulla base di dati Usda)

 

Impatto sui prezzi

 

Dall’analisi di cui sopra ne consegue che il rialzo appena iniziato è destinato a durare, sicuramente servirà il superamento al rialzo della lunga trendline discendente in blu nel grafico, ma proprio questa darà il via a una corsa agli acquisti.

Le condizioni delle scorte sono abbastanza vicine a quelle dell’annata 2017/18, ma al tempo stesso l’offerta non è in deficit e quindi l’annata corrente è un po’ più fornita di quella 2017/18.

Possiamo quindi dire che, salvo sorprese, i prezzi potranno arrivare in una zona compresa tra 140 e 160 centesimi/pound dove passano delle linee di resistenza principali, ma al tempo stesso ipotizzare traguardi a 180 centesimi/pound dove arrivarono sul finire del 2016 appare un po’ troppo ambizioso.

 

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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Fondatore della Mazziero Research, socio Ordinario Professional SIAT (Società Italiana di Analisi Tecnica), consulente finanziario autonomo iscritto all’albo OCF, responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting. Autore di numerosi libri, fra cui “Guida all’analisi tecnica”, “Investire in materie prime” e “La crisi economica e il macigno del debito”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari e programmi radiotelevisivi; pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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