Oro: l’anno che verrà

Oro: l’anno che verrà

Da come era iniziato, il 2014 sembrava proprio l’anno destinato a restituire un po’ di soddisfazioni agli amanti dell’oro con un progresso del 18% nei primi 80 giorni; a una quindicina di sedute della fine dell’anno, il giudizio sul 2014 è tutt’altro che lusinghiero: le quotazioni sono poco distanti da dove avevano iniziato il cammino e barcollano pericolosamente a cavallo del livello di 1.200 dollari l’oncia.

I minimi di novembre a 1.130 avevano aggiornato al ribasso i precedenti livelli di supporto del 2013 che passavano a 1.180; la reazione è stata buona, ma senza entusiasmo, e ha riportato i prezzi nuovamente a ridosso dei 1.200 dollari.

Grafico

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Da quella quota è partito lo scivolone precedente all’esito del referendum svizzero sull’oro della banca centrale, subito seguito da una potente reazione di 77 dollari tra massimo e minimo nel primo giorno di dicembre.
Una reazione che ha colto molti di sorpresa, che già davano per spacciato il metallo giallo dopo il “no” elvetico.

Ma ora il quadro è ancora più incerto che mai, con le quotazioni delimitate verso l’alto da una trendline ribassista che ha bloccato tutte le velleità auree sin dai massimi di luglio a 1.350 e le medie a 50 e 200 che hanno sinora ampliato la loro forbice di intonazione negativa.

Potrà il 2015 costituire un anno di svolta? O sarà fonte di ulteriori dolori per chi possiede monete e lingotti?

La chiave di lettura rende plausibile entrambe le evoluzioni, a prima vista sembrerebbe prevalere la via del ribasso:

  • Gli sforzi sinora messi in campo dalle banche centrali riescono a mantenere sotto controllo i rendimenti dei titoli di Stato; ciò renderebbe inutile un’assicurazione in oro.
  • A chi chiedeva quali asset sarebbero stati presi in considerazione per un Quantitative Easing, nel corso dell’ultima conferenza stampa sulla politica monetaria della BCE, Draghi ha risposto seccamente: “abbiamo considerato tutti gli asset, eccetto l’oro”.
  • Restano ancora troppi piccoli investitori fiduciosi nell’oro; in una logica contrarian significa che ancora non si è verificato un vero panic selling quindi le quotazioni possono ancora crollare e di parecchio.

Tuttavia non vanno dimenticati alcuni fattori:

  • Molte aziende aurifere si trovano già oggi con dei costi di produzione superiori al prezzo dell’oro; sicuramente il ribasso del petrolio apporterà un po’ di ossigeno ai conti, ma molte miniere sono a rischio e non potranno andare avanti per molto.
  • La domanda da parte di India, Cina e, seppur in misura minore, anche dalla banca centrale russa resta sostenuta; se il fenomeno indiano è conosciuto, meno prevedibile è il comportamento russo e cinese che apparentemente stanno cercando di rafforzare le loro riserve.

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Ed è proprio questo fattore che potrebbe indurre degli effetti scatenanti sullo scacchiere internazionale. La Russia nei primi nove mesi del 2014 ha acquistato 115 tonnellate di oro, diventando il quinto paese detentore al mondo dopo Stati Uniti, Germania, Italia e Francia.
Per quale motivo la Russia acquista così tanto oro? Perché lo fa in un momento di debolezza del rublo e di fronte a prospettive di recessione? Si tratta solo di un diversivo per evitare di acquistare Treasury americani con i proventi di gas e petrolio? O piuttosto è una mossa congiunta con Pechino che dal 2009 non dichiara le riserve di oro, ma che si stima siano molto superiori alle 1.054 tonnellate.

Sono domande a cui non siamo in grado di rispondere, ma che aprono scenari tutt’altro che scontati; meglio in ogni caso farsi trovare preparati.

Di come investire nel 2015 parleremo venerdì 12 dicembre a Rimini nella conferenza Guadagnare è sempre possibile. Come fare nel 2015 moderata da Claudio Kaufmann con Wlademir Biasia, Pietro Di Lorenzo, Maurizio Mazziero e Giovanni Zibordi.

 

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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Analista finanziario, fondatore Mazziero Research, Socio Professional SIAT ed esperto di materie prime è responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting. Autore di numerosi libri fra cui la “Guida all’analisi tecnica”, il “Manuale dell’investitore consapevole” e il nuovissimo “Investire in materie prime”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari, convention aziendali e programmi radiotelevisivi. Pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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