Oro: le tessere del mosaico si compongono

Oro: le tessere del mosaico si compongono

La scorsa settimana è iniziata sotto l’influenza dei venti di guerra, che hanno spinto le quotazioni dell’oro sino a 1.350 dollari l’oncia; il resto della settimana, invece, i prezzi si sono mossi lateralmente, consentendo così di ritornare all’interno di quel canale rialzista tracciato a inizio anno.

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Il seppur debole supporto di 1.325 dollari l’oncia sembrerebbe tenere, sebbene siano ampiamente possibili ritorni verso 1.300-1.310 per un appoggio sulla parte inferiore del canale: un obiettivo necessario alla crescita armonica che si fa attendere dall’inizio di febbraio.

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Al rialzo la resistenza di 1.350 dollari ferma le quotazioni, tuttavia il suo superamento troverebbe subito un successivo ostacolo a 1.360, dove si arrestò il movimento crescente di ottobre dello scorso anno.

Oltrepassati i 1.360 dollari, con un piccolo intoppo a 1.375, le quotazioni arriverebbero presto a insidiare 1.425, il cui superamento fornirebbe la conferma del doppio minimo tra fine giugno e dicembre a 1.180 e proietterebbe i prezzi verso l’ambizioso traguardo di 1.670 dollari l’oncia.

Nel frattempo si intensificano i sospetti su una possibile manipolazione del prezzo dell’oro da parte delle cinque banche che determinano il fixing al London Bullion Market Association (LBMA), il mercato principale per i metalli preziosi, dove siedono Bank of Nova Scotia–ScotiaMocatta, Barclays Bank, Deutsche Bank, HSBC Bank USA e Société Générale.

Secondo Bloomberg, uno studio non ancora pubblicato di Rosa Abrantes-Metz, della Stern School of Business, e di Albert Metz, managing director di Moody’s Investor Service, esaminerebbe i movimenti anomali del prezzo dell’oro nel periodo 2001-2013, giungendo alla conclusione di una possibile cooperazione tra i partecipanti al tavolo del fixing.
Rosa Abrantes-Metz, tra l’altro, non è nuova a questo genere di indagini in quanto ha pubblicato nel 2008 lo studio “Libor Manipulation” in cui si portavano alla luce le influenze attuate dalle banche sul tasso interbancario londinese.

Forse sarà proprio per questo che Deutsche Bank è determinata a uscire dalla cinquina del tavolo del fixing dell’LBMA; pronta a rilevare il suo posto sarebbe Standard Bank: importante gruppo bancario sudafricano che, guarda caso, ha già ceduto il controllo della Trading Unit londinese a ICBC (Industrial and Commercial Bank of China). Il valzer di poltrone avrebbe quindi l’effetto di portare al tavolo del fixing i cinesi, che più volte abbiamo descritto in queste pagine essere estremamente attivi sul metallo giallo.

Piano, piano le tessere del mosaico tendono a comporsi in un disegno più ampio. Non casuale, a nostro avviso, anche la dichiarazione settimana scorsa del consigliere presidenziale russo, Sergei Glazyev, che ha affermato di poter abbandonare, qualora costretti, il dollaro americano come valuta di riserva e di scambio, oltre a procedere alla vendita dei titoli del Tesoro americano posseduti.

Una ritorsione che, come più volte ipotizzato, potrebbe adottare la Cina, visto che vi sono forti sospetti di continui acquisti di oro per rafforzarne le riserve; l’esempio di Pechino verrebbe poi seguito anche da Mosca che, guarda caso, ha acquistato nel 2013 ben 77 tonnellate di oro.

E così mentre l’occidente manipola i prezzi dell’oro, comprimendoli, per evitare che i popoli si intimoriscano per le precarie condizioni economiche, l’oriente acquista oro a man bassa per rafforzare i propri mezzi di persuasione verso l’occidente.

Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico (proverbio cinese).

 

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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Analista finanziario, fondatore Mazziero Research, Socio Professional SIAT ed esperto di materie prime è responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting. Autore di numerosi libri fra cui la “Guida all’analisi tecnica”, il “Manuale dell’investitore consapevole” e il nuovissimo “Investire in materie prime”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari, convention aziendali e programmi radiotelevisivi. Pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.