I compiti a casa da Bruxelles

I compiti a casa da Bruxelles

Riportiamo in questo articolo il Riquadro 2 dell’Osservatorio sui dati economici italiani, dedicato alle Raccomandazioni di Bruxelles in occasione dell’analisi dei bilanci della Commissione Europea; ricordiamo che il XXVI numero dal titolo Italia 1 trim 2017: Pil, debito & Co. è stato pubblicato il 25 maggio scorso ed è liberamente scaricabile in formato Pdf cliccando qui.

Al testo riportato nell’Osservatorio abbiamo aggiunto alcuni commenti per favorirne la comprensione.

Quando si consultano i documenti di programmazione economica oppure quando si ha notizia di progetti di legge è possibile scorgere quanto poco questi nascano dalla libera iniziativa della politica nazionale, ma ricalchino un copione indicato da Bruxelles.

Da un certo punto di vista ciò costituisce un pungolo contro il lassismo parlamentare, dall’altro evidenzia che differenti impostazioni filosofiche di opposti schieramenti hanno ormai lasciato il passo a una omologazione decisa a livello superiore.

E questo lo diciamo non con spirito di assecondare questo o quello, ma semplicemente come liberi pensatori che osservano i dati economici e i provvedimenti che li generano.

L’analisi dei bilanci della Commissione Europea del 22 maggio scorso inizia con un richiamo a tutti i Paesi dell’Unione:

Gli Stati membri dovrebbero approfittare dell’opportunità offerta dalla ripresa economica per proseguire le riforme strutturali, stimolare gli investimenti e rafforzare le finanze pubbliche. Le priorità variano da un paese all’altro dell’UE, ma è essenziale che tutti mettano in campo ulteriori sforzi per conseguire una crescita più inclusiva, solida e sostenibile.


A ciascun Paese vengono poi rivolte delle raccomandazioni specifiche; vediamo quindi ciò che è stato riportato nel Riquadro 2 dell’ultimo Osservatorio aggiungendo in corsivo dei brevi commenti di spiegazione:

L’Italia è uno dei paesi europei che presenta squilibri macroeconomici eccessivi; la Commissione Europea ha ritenuto di non passare alla successiva procedura per disavanzi eccessivi a condizione che vengano pienamente attuate le seguenti raccomandazioni:

  1. Trasferire la tassazione dai fattori produttivi verso imposte meno penalizzanti per la crescita, riducendo le agevolazioni fiscali, riformando il sistema catastale e reintroducendo l’imposta sulla prima casa a carico delle famiglie con reddito elevato. Ampliare l’uso obbligatorio dei sistemi elettronici di fatturazione e pagamento.
    Per tassazione dei fattori produttivi si intende principalmente il costo del lavoro, ma anche la tassazione delle imprese. Ovviamente per mantenere il bilancio in equilibrio se si diminuisce la tassazione da alcune voci, va aumentata su altre; l’indicazione di Bruxelles è di ridurre le agevolazioni fiscali (detrazioni) e tornare a tassare la prima casa per le famiglie a reddito elevato. L’esperienza italiana ci ha abituato a comprendere che per reddito elevato si intende la famiglia media con salario impiegatizio.
    Si parla anche di ampliamento dell’uso obbligatorio dei sistemi elettronici di fatturazione e pagamento, in modo che siano tracciabili e sui quali in genere le banche possono applicare commissioni.
  2. Ridurre la durata del processo civile e potenziare la lotta contro la corruzione, riformando la prescrizione. Completare la riforma del pubblico impiego e migliorare l’efficienza delle imprese pubbliche. Adottare e attuare rapidamente la legge sulla concorrenza rimuovendo le rimanenti restrizioni.
    Sono forse le raccomandazioni più difficili da applicare e su cui il margine di aleatorietà è più elevato. Appare strano che Bruxelles lasci così ampie scappatoie sulla riforma ed efficienza dell’apparato burocratico, viene da pensare che sacche di miglioramento potrebbero essere individuate anche nei palazzi dell’Unione.
  3. Accelerare la riduzione dello stock dei crediti deteriorati e incentivare la ristrutturazione e il risanamento dei bilanci, in particolare per le banche soggette alla vigilanza nazionale. Adottare la revisione complessiva del quadro normativo in materia di insolvenza e di escussione delle garanzie.
    Questo punto è abbastanza chiaro e riguarda il settore malato delle banche. Vi invitiamo a leggere anche l’articolo Il salvataggio delle banche può generare profitti?
  4. Con il coinvolgimento delle parti sociali, rafforzare il quadro della contrattazione collettiva, per permettere contratti collettivi che tengano maggiormente conto delle condizioni locali. Assicurare efficaci politiche attive del mercato del lavoro. Incentivare il lavoro dei secondi percettori di reddito. Razionalizzare la spesa sociale e migliorarne la composizione.
    Il riferimento è qui è alla contrattazione di secondo livello poco utilizzata. E specificamente nel documento esteso si dice che questo aspetto “ostacola l’allocazione efficiente delle risorse e la reattività delle retribuzioni alle condizioni economiche locali”. Velatamente si fa riferimento a un tabù sindacale: quello della reintroduzione delle gabbie sindacali con retribuzioni differenti a seconda della collocazione geografica.
    Criticabile l’utilizzo del termine “secondi percettori di reddito” per riferirsi al lavoro femminile; evidenzia uno scollamento con la realtà dei nuclei familiari del giorno d’oggi dove la donna, con o senza figli, è unico percettore di reddito.
    Nella razionalizzazione della spesa sociale viene fatto riferimento all’aumento del rischio di povertà e a un utilizzo efficiente del reddito di inclusione, attraverso “idonea individuazione dei beneficiari, mediante accertamento delle condizioni di reddito”.

    A tal proposito in un 
    passaggio viene precisato: “In questa fase, non è chiaro se le risorse finanziarie saranno sufficienti per affrontare la sfida della povertà in Italia. Fornire ulteriori risorse nel rispetto degli obiettivi di bilancio, ridurre la frammentazione del sistema di previdenza sociale, razionalizzare la spesa sociale, superando l’attuale preponderanza della spesa pensionistica, restano tra le sfide fondamentali da affrontare.”

Le parti in corsivo nell’elenco puntato sono commenti aggiunti a quanto riportato nel Riquadro 2 dell’Osservatorio.

Vi invitiamo a leggere le altre sezioni dell’Osservatorio Italia 1 trim 2017: Pil, debito & Co. pubblicato il 25 maggio scorso, che può essere liberamente scaricato in formato Pdf cliccando qui.

 

 

 

 

 

Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Analista finanziario, fondatore Mazziero Research, Socio Professional SIAT ed esperto di materie prime è responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting. Autore di numerosi libri fra cui la “Guida all’analisi tecnica”, il “Manuale dell’investitore consapevole” e il nuovissimo “Investire in materie prime”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari, convention aziendali e programmi radiotelevisivi. Pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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