L’Era del Chip: Chi tiene in mano il futuro? – Articolo di Giacomo Prandelli

L’Era del Chip: Chi tiene in mano il futuro? – Articolo di Giacomo Prandelli

Chip, energia e le battaglie fisiche dietro la rivoluzione digitale

Articolo di Giacomo Prandelli

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Introduzione di Maurizio Mazziero
In questo articolo Giacomo Prandelli ci porta a una riflessione: Chi già oggi tiene in mano il futuro?
Sono i colossi del software e dell’intelligenza artificiale, che senza enormi quantità di energia non può funzionare?
O sono piuttosto le Major energetiche che hanno il necessario per far funzionare tutto questo?
Un interessante articolo di riflessione, che lascia al contempo spazio alle convinzioni di ognuno.
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Cari lettori,

Prima di tutto, una storia vecchia di qualche secolo.

Entra in un mercato medievale e ogni commerciante aveva un pugnale al fianco. Non perché fosse violento — ma perché quello era il prezzo per stare in piedi quando lo Stato non ti poteva sempre proteggere. Poi arrivò la polvere da sparo. Il pugnale non scomparve subito, ma nel giro di una generazione un uomo con una pistola poteva mettere a terra chi si era allenato tutta la vita con la spada. L’arma cambiò. La logica no. Chi controllava lo strumento nuovo, controllava tutto.

Poi arrivò il telefono. E adesso ce l’hanno tutti: il contadino, il banchiere, il dittatore, il ragazzo di sedici anni. Dentro ogni telefono, ogni laptop, ogni auto e ogni sistema d’arma c’è un chip. Un pezzo di silicio piccolo così, che però ha richiesto tutto quello che il mondo libero sa fare insieme per imparare a produrlo.

Siamo nell’era del chip e dell’AI. Chi controlla questi strumenti, controlla la stanza.

 

Nvidia vale il doppio di Aramco. Ma non è la storia che sembra

 

Nvidia ha toccato i 4 trilioni di dollari di valore in borsa nel 2025 e ci è rimasta fino a fine marzo 2026. Saudi Aramco, il più grande produttore di petrolio al mondo, è scivolata intorno a 1,7 trilioni. Le prime dieci aziende al mondo per valore sono quasi tutte tech.

Il mercato sta scommettendo su una transizione pulita e senza intoppi verso un mondo guidato dall’AI. Il problema è che la catena produttiva di quel mondo passa quasi tutta per Pechino e per campi petroliferi che Washington sta cercando attivamente di tenere sotto controllo.

 


 

I chip contano più dei barili — questo è vero. Ma quei chip vengono costruiti con materiali lavorati quasi tutti in Cina. E i data centre che li fanno girare consumano energia in quantità enormi, gran parte della quale viene ancora dai combustibili fossili.

Il grande consumo nascosto

 

La rivoluzione AI sembra leggera — codice che gira su nuvole invisibili. Sotto, è ancora un gioco di energia e materie prime. Il consumo di elettricità dei data centre globali dovrebbe più che raddoppiare entro il 2030, e la maggior parte di quegli elettroni viene ancora da fonti fossili.

 

 

La Cina ha costruito il fondamento in silenzio

La Cina ha passato anni a costruire il controllo su tutta la filiera: dalla separazione delle terre rare alla capacità produttiva dei wafer di TSMC in termini di materiali. L’ha fatto senza fare rumore, piano piano, mentre l’Occidente guardava i risultati trimestrali.

Adesso gli Stati Uniti stanno cercando di rispondere tenendo stretto quello che ancora controllano: petrolio, gas, rotte marittime, alleanze militari. E le usano come leva in una partita su chi decide come andrà il prossimo decennio — anche rendendo quelle alleanze più condizionali di quanto siano mai state.

 

La guerra dei chip è già cominciata

 

Il mercato tratta ancora Nvidia come un’azienda che crescerà per sempre senza problemi, e Aramco come se il suo momento fosse già passato. Nel mondo reale, le cose non stanno così.

 

Il vincitore non sarà chi ha l’esercito più grande. Sarà chi controlla i flussi: i materiali, l’energia, i punti di passaggio su cui gira la civiltà moderna.

 

Ogni epoca ha avuto il suo strumento che concentrava il potere in mano a chi lo controllava. Il pugnale, la polvere da sparo, il petrolio. Adesso è il chip. La battaglia per controllarne la filiera è già partita. E non si deciderà solo sul campo.

 

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GEOPOLITICA DELLE TERRE RARE

Scritto a 4 mani da Paolo Gila e Maurizio Mazziero.

Che gli Stati Uniti siano interessati alla Groenlandia, ormai, è risaputo. Ma quali sono le società americane pronte a sbarcare tra i ghiacci artici per estrarre Terre Rare e chissà cos’altro? E chi sono i principali soci di queste imprese minerarie che stanno lavorando sotto traccia e che motivano Trump a compiere scelte ardite? Ma guarda, tra gli azionisti dei gruppi interessati ai metalli del futuro ci sono anche coloro che hanno fondato e che guidano le Big Tech a stelle e strisce! Perchè?

Scoprilo in questo libro indirizzato a un pubblico vasto, scritto con un linguaggio semplice. Seconda parte interamente dedicata all’investimento in Terre Rare e materie prime critiche e strategiche, completa di una guida ai termini finanziari di 20 pagine.

Arricchito da grafici, tabelle e da una mappa a colori, nella copertina interna, che localizza le riserve di terre rare, il libro unisce geopolitica, economia e finanza, offrendo uno strumento prezioso per orientarsi in una partita che deciderà ricchezza, sicurezza energetica e potere nei decenni futuri.

 

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LE MAPPE DEL TESORO

Scritto a 4 mani da Paolo Gila e Maurizio Mazziero.

Un libro avvincente per conoscere i futuri dominatori del Mondo che possiedono le materie prime necessarie alle sfide del nostro tempo.

Una lettura che illumina le strategie sottostanti alla corsa globale alle materie prime e aiuta a pensare ai futuri possibili per l’umanità.

È un libro per non specialisti, per un pubblico vasto, scritto con un linguaggio semplice e adatto anche per i ragazzi che studiano con 30 mappe a colori dei luoghi di produzione.

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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Fondatore della Mazziero Research, Socio Onorario SIAT (Società Italiana di Analisi Tecnica), esperto in materie prime, si occupa di analisi finanziarie, reportistica e formazione. Docente Academy Euronext Borsa Italiana, collabora con OROvilla e ABS Consulting. Coautore del libro “Le Mappe del Tesoro” e “Geopolitica delle Terre Rare”, ha scritto numerosi testi economico-finanziari, fra cui “Investire in materie prime” e “Guida all’analisi tecnica”. Ha pubblicato per quindici anni un Osservatorio sui dati economici italiani ed è spesso invitato come esperto di mercati ed economia a convegni, seminari e programmi radiotelevisivi.

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