Verso un mondo di nazioni super-anziane entro il 2020

Verso un mondo di nazioni super-anziane entro il 2020

L’aspetto demografico è uno dei più importanti se si vuole cogliere per tempo gli impatti economici delle nazioni e le ripercussioni sulle scelte degli investimenti.

È noto infatti che l’età più espansiva in termini di consumi e di acquisti immobiliari si situa tra i 30 e i 45 anni, mentre dai 50-60 anni le necessità diminuiscono e aumenta nel contempo la spesa pubblica per le prestazioni previdenziali, con ripercussioni anche sulla politica fiscale.

Può risultare quindi interessante osservare come sono composte le popolazioni dei vari Paesi dal punto di vista demografico. Moody’s, una delle agenzie di rating, ha svolto una ricerca al riguardo basandosi sulla classificazione delle Nazioni Unite, che definisce:

  • In fase di invecchiamento le nazioni che presentano più del 7% della popolazione oltre i 65 anni.
  • Anziane le nazioni che presentano più del 14% della popolazione oltre i 65 anni.
  • Super-anziane le nazioni che presentano più del 20% della popolazione oltre i 65 anni.

In base a questi parametri già oggi nel mondo vi sono tre nazioni super-anziane:

  • Giappone
  • Italia
  • Germania

Il nostro Paese quindi rientra a pieno titolo nella classificazione delle nazioni super-anziane, con 13 milioni di ultra-sessantacinquenni su un totale di 60,8 milioni di abitanti, pari al 21,4% (Fonte Istat); solo il Giappone ci supera con una percentuale di oltre il 26%.

Secondo Moody’s nel prossimo anno altre due nazioni si aggiungeranno alla terna delle nazioni super-anziane:

  • Finlandia
  • Grecia

Inoltre, sempre nel 2015, oltre il 60% delle nazioni nel mondo potranno essere definite in fase di invecchiamento, mentre entro il 2020 altri otto Paesi entreranno nella lista delle super-anziane:

  • Bulgaria, Croazia, Francia, Malta, Olanda, Portogallo, Slovenia, Svezia

Ed entro il 2025 altri undici Paesi faranno parte delle nazioni super-anziane:

  • Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Estonia, Hong Kong, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svizzera, Ungheria

Come si può osservare la maggior parte delle nazioni che diventeranno super-anziane tra il 2015 e il 2025 appartengono all’Europa, con l’eccezione del Canada e di Hong Kong; ma anche Australia, Cuba, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Uruguay sono già oggi classificati come Paesi anziani; inoltre alcuni emergenti come Argentina, Brasile, Cile, Cina, Russia, Tailandia e Turchia rientrano fra le nazioni in fase di invecchiamento.

Fino a qui i dati e le proiezioni della ricerca demografica condotta da Moody’s; passiamo ora alle riflessioni e le implicazioni che possono essere tratte in un’ottica di scelte di investimento.
L’invecchiamento della popolazione di un Paese:

  • Riduce la crescita economica
  • Diminuisce l’offerta di lavoro
  • Limita il potenziale di innovazione
  • Riduce la capacità di risparmio
  • Diminuisce la richiesta di abitazioni
  • Riduce le entrate fiscali
  • Incrementa la spesa sanitaria e previdenziale
  • Rende precaria la sostenibilità del debito pubblico
  • Peggiora il merito di credito con aumento della spesa per interessi sul debito pubblico

Questa lista, salvo qualche eccezione come l’offerta di lavoro che è sovrabbondante, è già riscontrabile nel nostro Paese e apparirà con sempre maggiore intensità anche negli altri Paesi europei.

Si tratta di cambiamenti lenti, ma inesorabili, che non possono essere ignorati dagli asset manager e dai consulenti agli investimenti nell’impostare portafogli che siano:

  • Sufficientemente solidi a una crisi del debito ormai cronica
  • Intercettino per tempo le tendenze macroeconomiche e le variazioni degli equilibri sia demografici che geopolitici.

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Fonti:
Banca dati Istat, Demo: demografia in cifre
Moody’s, Population Aging Will Dampen Economic Growth over the Next Two Decades, 6 agosto 2014

 

 

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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Analista finanziario, fondatore Mazziero Research, Socio Professional SIAT ed esperto di materie prime è responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting. Autore di numerosi libri fra cui la “Guida all’analisi tecnica”, il “Manuale dell’investitore consapevole” e il nuovissimo “Investire in materie prime”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari, convention aziendali e programmi radiotelevisivi. Pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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