Tra compiti a casa e squilibri eccessivi: la svolta buona

Tra compiti a casa e squilibri eccessivi: la svolta buona

“Si dipinge l’Europa come un luogo dove veniamo a prendere i compiti da fare a casa; non è così. L’Italia sa perfettamente quello che deve fare, lo sa da sola, lo deve fare per il futuro dei propri figli e lo farà consapevole che oggi la priorità per il nostro paese è il lavoro e crescita, crescita e lavoro e su questi temi vi chiedo semplicemente di avere la pazienza di aspettare” queste le parole dette da Renzi in italiano di fronte a numerose telecamere presenti a Bruxelles il 5 marzo, un messaggio evidentemente rivolto agli italiani.

Il problema è che la UE, visti i risultati dei precedenti Governi, i compiti a casa ce li ha dati per davvero e da fare al più presto, perché la verifica è dietro l’angolo.

Ma procediamo con ordine, il 5 marzo la Commissione Europea ha completato l’esame sugli squilibri macroeconomici e l’Italia è risultata fra i paesi con gli squilibri eccessivi, in compagnia di Slovenia e Croazia; nemmeno i nostri cugini spagnoli sono arrivati a tanto, visto che i compiti loro li avevano fatti.

Andando in dettaglio sulle considerazioni della Commissione Europea si poteva leggere:

In Italia, l’elevato debito pubblico persistente mette un pesante fardello per l’economia ed è anche una seria preoccupazione per le ricadute negative per il resto della zona euro. L’Italia avrà bisogno di mantenere avanzi primari elevati per molti anni, così come aumentare il suo tasso di crescita, per poter invertire questa tendenza.
C’è un rischio che l’aggiustamento del saldo strutturale nel 2014 sia insufficiente, vista la necessità di ridurre l’enorme debito pubblico ad un ritmo adeguato.

In pratica ci viene detto:

  • Continuando a mantenere un debito pubblico così elevato l’economia non può decollare (visto che con le tasse sottraete risorse preziose) e nel contempo state minacciando la tenuta di tutta la zona euro.
  • Il problema è ormai giunto a uno stadio tale che per poter invertire questa tendenza cronica dovreste avere avanzi primari (differenza tra entrate e uscite al netto della spesa per interessi) elevati e un incremento della crescita per molti anni.
  • A nostro avviso (Commissione Europea) le manovre di aggiustamento per il 2014 non sono sufficienti; oltretutto non si vedono risorse per ridurre l’enorme debito pubblico a un ritmo adeguato.

La Commissione Europea proseguiva poi:

Queste sfide in Italia sono aggravate dalle perdite di competitività che sono profondamente radicate da lunga data nelle inefficienze in molte aree dell’economia e nella pubblica amministrazione. La crisi ha indebolito la resistenza originaria del settore bancario italiano e fiaccato il suo ruolo di sostegno della ripresa economica, come si riscontra nella persistente difficoltà incontrata da piccole e medie imprese nell’accedere al credito a prezzi abbordabili. Le perdite di competitività sono legate a un disallineamento continuo tra salari e produttività, alle tasse troppo alte sul lavoro, alla rigidità di determinazione dei salari, a una struttura di esportazione del prodotto sfavorevole e a una quota elevata di piccole imprese che hanno difficoltà a competere a livello internazionale.

Un quadro impietoso, ma realistico e sotto gli occhi di tutti.
Quindi come se ne esce? Così conclude la Commissione Europea:

Per affrontare queste sfide si richiede un’azione politica decisa e urgente e un forte impegno per la riforma, per il bene dei cittadini italiani di oggi e delle generazioni future; incoraggiamo il nuovo governo ad agire rapidamente per favorire la creazione di posti di lavoro in Italia.

Punto a capo, il compito da fare a casa è impartito.
E cosa succede se lo scolaro fa orecchie da mercante?

Ecco le prossime tappe indicate dalla Commissione Europea:

Gli squilibri eccessivi degli Stati devono essere rimediati attraverso l’elaborazione di programmi nazionali di riforma. Questi devono essere presentati alla Commissione entro la fine del mese di aprile e saranno valutati a inizio giugno, quando la Commissione presenterà una serie di raccomandazioni aggiornate specifiche per paese nella conclusione del semestre europeo. Inoltre per gli Stati membri che presentano squilibri eccessivi, la Commissione deciderà in giugno se sono necessarie ulteriori azioni.

Le prescrizioni europee e le conseguenze del mancato rispetto non sono mai aleatorie o poco precise, ma entrano bene nel dettaglio per evitare che differenze linguistiche e di consuetudini possano dar luogo a malintesi. Vediamo:

L’Italia sta vivendo squilibri macroeconomici eccessivi, che richiedono un monitoraggio specifico e una forte azione politica. La Commissione effettuerà il monitoraggio specifico delle politiche raccomandate in Italia dal Consiglio nel quadro del semestre europeo, e riferirà regolarmente al Consiglio e all’Eurogruppo. […]
Qualora gli squilibri macroeconomici permangano a livelli eccessivi, la Commissione può raccomandare al Consiglio Ecofin di porre lo Stato membro sotto la procedura MIP (Macroeconomic Imbalance Procedure).

La procedura MIP prevede una fase di osservazione e una fase di correzione, quest’ultima consiste in:

  • una serie di misure che lo Stato deve adottare per rientrare nei parametri di conformità.

Qualora lo Stato membro non provveda alla correzione indicata, il Consiglio può imporre sanzioni come:

  • versamento in un deposito fruttifero di una somma pari allo 0,1% del Pil (1,5 miliardi per l’Italia);
  • convertire il deposito in un’ammenda annuale in caso di permanenza della non conformità alle prescrizioni.

Nella conferenza stampa del 12 marzo il Primo Ministro Renzi ha illustrato il progetto di riforme messo a punto; certamente un forte balzo in avanti su cui non mancano perplessità sulle coperture finanziarie e dove non si trova traccia di quei processi strutturali di riduzione del debito che l’Europa richiede.

La svolta buona, titolo del tema a casa, sembra avviata, ora vedremo se e in quanto tempo la Ragioneria Generale dello Stato saprà tramutare questo decalogo di buoni propositi in provvedimenti concreti e in quadrature di bilancio.

 

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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Analista finanziario, fondatore Mazziero Research, Socio Professional SIAT ed esperto di materie prime è responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting. Autore di numerosi libri fra cui la “Guida all’analisi tecnica”, il “Manuale dell’investitore consapevole” e il nuovissimo “Investire in materie prime”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari, convention aziendali e programmi radiotelevisivi. Pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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