Quale target per il prezzo dell’oro

Quale target per il prezzo dell’oro

L’oro ha dato nuovi segni di vitalità a partire dall’ultima decade di agosto, se si osserva il grafico da inizio 2011 riportato di seguito possiamo notare come le quotazioni abbiano superato al rialzo il canale di oscillazione orizzontale individuato dalla linea verde e dalla retta inferiore rossa.
I prezzi inoltre sono stati spinti al di sopra della retta rossa obliqua che collega i massimi discendenti di marzo e dell’agosto 2012.

Elaborazione Mazziero Research su dati World Gold Council (cliccare per ingrandire)

 

Le quotazioni presentano al momento un lieve eccesso, che però potrebbe avere una durata limitata ed essere presto riassorbito, per poi dare vita a una nuova spinta impulsiva al rialzo. Questa ipotesi potrebbe essere corroborata dal fatto che:

  • Le materie prime alternano dei cicli ventennali di rialzo e di ribasso.
  • L’attuale ciclo di rialzo è iniziato intorno al 2000, dopo il ribasso ventennale iniziato negli anni ’80.
  • Le spinte rialziste seguono una rotazione che parte da oro e argento, prosegue con il petrolio e termina con gli agricoli, a partire dai quali il ciclo si ripete nuovamente.
  • L’ultimo settore di prezzi al rialzo, ancora in corso, è quello degli agricoli.

E’ probabile quindi che si torni presto a parlare di oro, una volta che le quotazioni torneranno ad avvicinarsi ai massimi storici poco sopra i 1.900 dollari l’oncia e a quel punto torneranno insistenti le richieste dei media di rilasciare dei target.

Come Mazziero Research non ci piace gettare dei numeri a caso, la nostra missione è quella di individuare assetti sottovalutati su cui valga la pena investire; possiamo comunque dire che l’oro è uno dei nostri principali candidati e le ragioni sono ben spiegate nel nostro studio L’oro e gli strumenti di investimento.

Esistono in ogni caso dei parametri a cui sarebbe possibile agganciare il valore dell’oro: sono la massa monetaria e l’inflazione; riportiamo di seguito il risultato di due studi solo per fornire al lettore un’idea di come questi prezzi dell’oro, che potrebbero sembrare elevati, siano in realtà piuttosto contenuti.

Il primo studio è ormai datato, ma è comunque interessante per i valori indicati; si tratta della ricerca di UBS del dicembre 2009, dal titolo If in a bubble, gold is not yet expensive da cui risultava che alla data di pubblicazione:

  • La base monetaria della Federal Reserve era di 1.780 miliardi di dollari.
  • Le riserve in oro erano e sono ancor oggi 261,5 milioni di once.
  • La copertura della base monetaria da parte dell’oro custodito si sarebbe ottenuta nel momento in cui il metallo giallo avesse raggiunto 6.790 dollari l’oncia.
  • Nel momento in cui il prezzo dell’oro raggiunse il massimo di 850 dollari nel 1980, esso copriva una volta e mezzo le riserve; a questo punto il valore corrispondente si sarebbe avuto a 10.185 dollari.

Dobbiamo rilevare che dopo la redazione di questo studio da parte di UBS la base monetaria è ulteriormente aumentata portandosi a 2.645 miliardi di dollari, segno di una continuazione della stampa virtuale di denaro. Per contro le riserve d’oro sono rimaste a 261,5 milioni di once, con la conseguenza che la cifra di 6.790 dollari dovrebbe ora essere aggiornata a un prezzo di 10.115 dollari l’oncia.

Il secondo studio è molto più recente ed è stato pubblicato da Casey Research il 21 agosto scorso in una news dal titolo: How High Can Oil Go. La ricerca è incentrata sul prezzo del petrolio, ma fornisce alcune interessanti indicazioni anche per il prezzo dell’oro:

  • Dal 1970 al 1980 i prezzi dell’oro passarono da 35 a 850 dollari con un incremento del 2.330%. Usando un indice dei prezzi al consumo per adattare questo prezzo di 850 dollari all’inflazione, otterremmo oggi una quotazione dell’oro di 2.330 dollari l’oncia.
  • Nel corso del tempo sono intervenute una serie di modifiche all’indice dei prezzi al consumo americano, tanto che la misurazione dell’inflazione odierna pari all’1,4% sarebbe invece prossima al 9% se misurata con i medesimi criteri del 1980. E’ possibile ottenere maggiori dettagli su questo argomento nel sito ShadowStats. Ricalcolando a questo punto il prezzo dell’oro corrispondente agli 850 dollari del 1980 otterremmo 15.234 dollari per oncia.
  • Se applicassimo invece la rivalutazione del 2.330%, l’incremento tra il 1970 e il 1980, ai prezzi dell’oro del 2001 quando è iniziato questo ciclo di rialzo dell’oro otterremmo 6.227 dollari l’oncia.
  • L’ulteriore paragone che ci propone Casey Research è legato al livello dell’aggregato monetario M2; esso comprende la base monetaria M0, formata da monete e banconote, a cui si aggiungono tutti gli strumenti di pagamento M1, fra cui gli assegni e i conti correnti, e i depositi di breve termine facilmente liquidabili e che in ogni momento sono caratterizzati da un valore certo. Il valore dell’aggregato monetario M2 negli Stati Uniti è di poco superiore a 10.000 miliardi di dollari; una copertura di questo ammontare da parte delle riserve di oro comporterebbe un prezzo per il metallo giallo di 38.168 dollari l’oncia.

Siamo di fronte a dei numeri strabilianti che elencati in questo modo potrebbero portare il lettore a considerare che si è voluto giocare con le cifre, rendendo scarsa giustizia agli studi su cui si basano; precisiamo che questo non è l’effetto che ci si prefiggeva e che la responsabilità è da attribuire esclusivamente al desiderio di sintesi all’autore.

Come Mazziero Research abbiamo scelto di non aggiungere ulteriori stime di prezzo, ma ci sentiamo in ogni caso di condividere il fatto che il valore dell’oro deve nel lungo termine tenere conto del deprezzamento del potere d’acquisto della moneta derivato dall’aumento della base monetaria (stampa virtuale di moneta) e dell’inflazione.

Per questo pensiamo che il prezzo dell’oro si riporterà verso i precedenti massimi (1.921 dollari l’oncia) per poi superarli. I movimenti dei mercati a volte ci sorprendono per la velocità con cui si verificano, senza lasciarci il tempo di attuare ciò che avevamo in mente; per questo bisogna pianificare le proprie mosse e cercare di agire in anticipo.

I lettori hanno la possibilità di conoscere come investire in oro con ETF/ETC, monete, lingotti e azioni aurifere acquistando la guida L’oro e gli strumenti di investimento di 112 pagine in Pdf, disponibile nella sezione Analisi del sito Mazziero Research. Al costo di 99 euro ci si può assicurare il risultato di quattro mesi di studio di due analisti, che comprende tre aggiornamenti trimestrali e un colloquio telefonico con uno degli autori; si tratta di un modesto investimento che si ripagherà da solo.

Chi non avesse ancora acquistato riceverà anche il primo aggiornamento di 24 pagine in Pdf; chi avesse già acquistato lo studio principale dovrebbe avere ricevuto anche le istruzioni per scaricare l’aggiornamento, nel caso non avesse ancora provveduto al download ci può contattare scrivendoci a Info.

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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Analista finanziario, fondatore Mazziero Research, Socio Professional SIAT ed esperto di materie prime è responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting. Autore di numerosi libri fra cui la “Guida all’analisi tecnica”, il “Manuale dell’investitore consapevole” e il nuovissimo “Investire in materie prime”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari, convention aziendali e programmi radiotelevisivi. Pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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