Portfolio Summer: Davide Romano intervista Maurizio Mazziero

Portfolio Summer: Davide Romano intervista Maurizio Mazziero

Davide Romano conduttore della Trasmissione televisiva Portfolio ha intervistato Maurizio Mazziero per la rubrica Portfolio Summer pubblicata sul sito Finanza Operativa; riportiamo di seguito un estratto iniziale dell’intervista e il riferimento per continuare la lettura su Finanza Operativa.

Iniziamo con una domanda di metodo: come deve essere strutturato il “portafoglio del padre di famiglia”.

Il portafoglio del buon padre di famiglia dovrebbe contenere 5 mattoncini:

  • Liquidità
  • Obbligazioni
  • Azioni
  • Materie prime
  • Immobiliare

La liquidità è un elemento importante in quanto serve per aprire posizioni sulle altre 4 classi al termine di una fase di ripiegamento. Per immobiliare non intendo una casa in calce e mattoni, che oggi è difficilmente liquidabile, ma la compartecipazione in aziende che ricevono un reddito dall’affitto di immobili commerciali.

Sebbene i mercati nel breve termine si presentino correlati fra loro, e l’abbiamo visto poco più di un mese fa dopo le parole di Bernanke, è difficile che nel lungo termine tutto, ma proprio tutto vada male.

Esistono ormai diversi strumento a portata di mano del risparmiatore per operare nei mercati (Etf, Certificati, Fondi, azioni, ecc.). Quali sono gli strumenti più adatti?

Prediligo gli Etf, con soli 5 strumenti di questo tipo è possibile comporre il portafoglio del buon padre di famiglia, ma allo stesso tempo aggiungendone altri è possibile spingersi ad elevati livelli di dettaglio come singoli settori o paesi, o anche singole materie prime.

Allo stesso tempo però se il portafoglio inizia ad avere una buona consistenza, ad esempio oltre i 150 mila euro, si dovrebbero inserire titoli singoli per cercare di evitare quell’effetto appiattimento che si ottiene con panieri composti da numerose aziende.

A suo parere il rischio di un’uscita dall’Euro è ormai alle spalle? Si può tornare a investire con fiducia nei mercati europei?

Sebbene alcuni indicatori anticipatori mostrino una lieve ripresa della produzione industriale, i problemi dell’Eurozona non sono risolti: il debito degli Stati resta a livelli preoccupanti con una tendenza all’aumento. Quindi non è ancora possibile escludere un’uscita, eventualmente temporanea, dall’Euro; certo la convinzione generalizzata è che le probabilità di una tale evenienza si siano ridimensionate. Un appuntamento importante saranno le elezioni tedesche a settembre, un esito inaspettato potrebbe velocemente mutare lo scenario.

Se le preoccupazioni sul lato dei debiti sovrani non sono sopite, e permane per quel che mi riguarda l’estrema cautela sulle emissioni obbligazionarie governative, vedo invece maggiori opportunità sul comparto azionario: vi sono aziende che per solidità e redditività vale la pena di tenere in portafoglio.

Negli Usa si annuncia una ripresa, in parte già scontata dalla borsa statunitense. Per chi volesse investire oltreoceano ci sono ancora opportunità interessanti? e in quali settori?

Vedo favorevolmente le azioni legate all’Information Technology e ai materiali di base, ma se finalmente arrivasse un salutare storno del mercato potrebbero aprirsi opportunità nelle aziende cicliche di beni di consumo.

Preferisco evitare invece i titoli bancari e assicurativi, anche se potrebbero apparire i più sottovalutati.

Parliamo di commodities: quali sono a suo parere le più interessanti?

Nel medio-lungo termine sono positivo sul petrolio, la richiesta di energia a livello globale sarà sempre più elevata mentre il miraggio di un’indipendenza energetica degli Stati Uniti se avverrà dovrà accompagnarsi comunque a prezzi elevati se non del gas perlomeno del petrolio. Nel breve periodo però penso che il petrolio abbia corso un po’ troppo, la fine della stagione estiva potrebbe tornare a far crescere le scorte con un impatto moderatamente depressivo nei prezzi, instabilità mediorientali permettendo.

A questi prezzi ritengo interessante l’oro, e a ricaduta anche l’argento; la domanda di oro fisico si è mantenuta sostenuta anche durante il calo dei prezzi. Quello a cui stiamo assistendo è a una ricopertura delle posizioni short (vendita allo scoperto) non ultima quelle delle aziende aurifere che avevano coperto la produzione dei prossimi anni a prezzi molto più elevati.

La stagione agricola si avvia verso la conclusione senza particolari tensioni e salvo improvvisi eventi atmosferici non vi dovrebbero essere sorprese; i prezzi quindi potrebbero restare stabili o tendenzialmente in calo. Lo zucchero, invece, è ormai a ridosso dei costi di produzione; pur presentando ancora un moderato surplus nell’offerta potrebbe tornare ad essere interessante dall’anno prossimo.

Un’ultima domanda, che stuzzica sempre i nostri lettori. Se un risparmiatore avesse un 5% del portafoglio da investire in qualcosa che dia un po’ di pepe al portafoglio, a suo parere su cosa potrebbe puntare?

Sulle aziende aurifere, senza dubbio. Le quotazioni hanno subito dei ribassi mostruosi durante il pesante calo dei prezzi dell’oro; oggi si possono trovare diverse aziende con valutazioni vicine al valore di libro e rischio paese contenuto.
Naturalmente sono adatte solo a chi pensa che il prezzo dell’oro sia destinato nel medio termine a rivalutarsi; nel caso ciò si avveri sapranno ricompensare la fiducia riposta, già in questi giorni abbiamo visto dei progressi del 7-8% a seduta.

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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Analista finanziario, fondatore Mazziero Research, Socio Professional SIAT ed esperto di materie prime è responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting. Autore di numerosi libri fra cui la “Guida all’analisi tecnica”, il “Manuale dell’investitore consapevole” e il nuovissimo “Investire in materie prime”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari, convention aziendali e programmi radiotelevisivi. Pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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