L’ORO perde smalto

Oro quotazioni aggiornamento 4 maggio

L’ORO perde smalto

Seduta di passione per l’ORO che giunge a toccare i 1.225 dollari l’oncia, dopo un serie di sedute negative che l’hanno portato a polverizzare anche la zona di supporto di 1.250.

Nel momento in cui scriviamo (ore 18.00 del 4 maggio) vi è un timido tentativo di rimbalzo, ma deve considerarsi di natura fragile e potrebbe venire riassorbito.

Qual è l’origine di questa debolezza? Per quale motivo si accompagna a una debolezza del dollaro ed essendo correlato inversamente non si muove al rialzo?

Rispondiamo partendo dalla seconda domanda, chi scrive si è abituato a vedere delle correlazioni che funzionano come un orologio per certi periodi e poi a sganciarsi come se non vi fossero mai state.

Quindi, almeno nelle materie prime è bene essere cauti con le correlazioni inverse rispetto al dollaro. La conferma è evidente in questo periodo non solo nella debolezza dell’oro, ma anche del petrolio e dell’argento che si accompagna a quella del dollaro.

La ragione è che tutti questi asset sono al momento governati da logiche differenti: abbiamo già parlato del petrolio qui e qui; l’argento è principalmente trascinato dalla debolezza dell’oro ma potrebbe presto innescare una reazione (si veda l’articolo qui).

L’oro sconta una condizione risk on dei mercati, che voltano le spalle alle incertezze confortati da un risultato delle elezioni francesi favorevole all’economia europea e a tensioni con la Corea del Nord in affievolimento. Ma attenzione che quando si dà qualcosa troppo per scontato  le sorprese non tardano ad arrivare…

Ma veniamo ora alle ragioni della debolezza dell’oro di quest’oggi che sembrerebbe legata all’uscita del Report di domanda e offerta pubblicato oggi dal World Gold Council.

Domanda e offerta di oro nel 1 trimestre 2017

L’osservazione della tabella ci fa scoprire dati poco incoraggianti:

  • La domanda globale è scesa del 18% nel primo trimestre 2017 rispetto al medesimo periodo del 2016.
  • L’offerta globale è scesa del 12% nel primo trimestre 2017 rispetto al medesimo periodo del 2016 (presente in un’altra tabella del report).
  • L’investimento scende del 34% nel primo trimestre 2017 rispetto al medesimo periodo del 2016.
  • Cala del 27% la domanda da parte delle banche centrali con acquisti netti di 76 tonnellate nel primo trimestre 2017 rispetto alle 104 tonnellate del medesimo periodo del 2016.

A fronte di questo panorama che vede l’oro perdere brillantezza, vi sono comunque dei settori dove la domanda aumenta:

  • Tecnologia: +3% rispetto al primo trimestre 2016.
  • Lingotti (inseriti nel comparto investimento): +15% rispetto al primo trimestre 2016.
  • Gioielleria: +1% rispetto al primo trimestre 2016.

Agli estimatori dell’oro non resta altro per il momento di munirsi di pazienza, tanta pazienza (come da diverso tempo a questa parte) senza accennare al mondo che gira alla rovescia, si rischierebbe anche di esser presi per stupidi.

Socio Professional SIAT 2017

 

 

 

 

Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Analista finanziario, fondatore Mazziero Research, Socio Professional SIAT ed esperto di materie prime è responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting. Autore di numerosi libri fra cui la “Guida all’analisi tecnica”, il “Manuale dell’investitore consapevole” e il nuovissimo “Investire in materie prime”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari, convention aziendali e programmi radiotelevisivi. Pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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