L’economia italiana a fine 2015

L’economia italiana a fine 2015

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Lo 0,4% di crescita nel primo trimestre, dopo tre anni e mezzo di recessione, ci aveva fatto ben sperare, lo 0,3% del secondo trimestre era un normale ripiegamento ciclico, lo 0,2% del terzo trimestre iniziava a porre qualche dubbio sulla reale portata della ripresa e poi la doccia fredda dello 0,1% nell’ultimo quarto ci ha riportato alla cruda realtà.

Ci troviamo di fronte a una sequenza preoccupante, che se non arrestata ci potrebbe far ripiombare in un’altra recessione, senza averci mai dato la reale sensazione di aver superato quella precedente.

Eppure il 2015 doveva essere l’anno della svolta, grazie al petrolio a buon mercato, ai bassi tassi d’interesse e agli acquisti delle banche centrali; invece, siamo riusciti a fare anche peggio dei nostri partner europei.

Se la ripresa è svanita, il debito pubblico resta in agguato, dopo la discesa di 42 miliardi a dicembre, che l’ha portato a 2.170 miliardi, riprenderà a salire già dal primo mese del 2016 fino a 2.188 miliardi per raggiungere nuovi massimi assoluti tra 2.239 e 2.255 nel mese di maggio.

Le cinture, almeno per il momento, vanno mantenute allacciate.

Stime debito pubblico sino a giugno 2016

I modelli previsionali della Mazziero Research stimano un aumento del debito pubblico per il mese di gennaio 2016 a 2.188 miliardi di euro, con un intervallo di confidenza compreso tra 2.185 e 2.190 miliardi.

Continuerà a salire sino a maggio quando segnerà un nuovo massimo storico tra 2.239 e 2.255 miliardi, a cui seguirà un calo nel mese di giugno verso un valore compreso tra 2.227 e 2.246 miliardi.

In questo numero:

  • Debito pubblico e spesa per interessi: le stime Mazziero Research sino a giugno 2016.
  • Osservatorio Quantitative Easing: a che punto siamo con gli acquisti.
  • Quanto rende investire in BOT.
  • IFIIT: la propensione agli investimenti in innovazione tecnologica.
  • Bad bank o GACS – il miracolo (improbabile) delle sofferenze bancarie italiane.
  • Interessi passivi e politiche economiche: un segnale della dissoluzione europea?

L’Osservatorio diventa ancora più autorevole

Il Quaderno di Ricerca è già attualmente una Rivista scientifica trimestrale riconosciuta, da oggi grazie alla presenza di un qualificato Comitato Scientifico, composto da docenti ed esperti in differenti settori economici, amplia il suo campo di indagine da quello nazionale a quello internazionale coniugando gli aspetti teorici con quelli divulgativi in differenti ambiti economici.

Dal punto di vista editoriale l’Osservatorio conserverà due parti: quella di elaborazione ed analisi dei principali dati macroeconomici trimestrali italiani e quella degli articoli scientifici compresi nelle tre aree di riferimento della Rivista: economico/storica; economico/aziendale; economico/matematica.

Per assicurare l’elevata qualità dei contenuti, tutti gli articoli pubblicati saranno sottoposti a un processo di peer review eseguita da docenti ed esperti delle materie scientifiche cui afferiscono.

E’ possibile scaricare il XXI Osservatorio sui dati economici italiani a fine 2015 al link:
Italia economia a fine 2015

 


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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Analista finanziario, fondatore Mazziero Research, Socio Professional SIAT ed esperto di materie prime è responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting. Autore di numerosi libri fra cui la “Guida all’analisi tecnica”, il “Manuale dell’investitore consapevole” e il nuovissimo “Investire in materie prime”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari, convention aziendali e programmi radiotelevisivi. Pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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