È tempo di pannocchie

È tempo di pannocchie

Dopo tre stagioni di raccolto in surplus, il mais dovrebbe riuscire a trovare un equilibrio tra produzione e consumo nella campagna 2016/17.
Questa è la fotografia che si può osservare attraverso il grafico sottostante.

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La linea blu indica la produzione mondiale dalla stagione 2011/12 a quella attuale, con le stime Usda (il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense) per il 2016/17 aggiornate a giugno.

La linea verde rappresenta il consumo mondiale e possiamo notare come, dopo un sostanziale equilibrio nel 2011/12 e nel 2012/13, la produzione sia stata in eccesso nelle successive due stagioni.

Il raccolto dello scorso anno si è trovato di fatto in equilibrio, ma il livello elevato delle scorte, rappresentate dall’istogramma in marrone chiaro, ha determinato un contenimento dei prezzi poco sopra i minimi raggiunti nel 2014.

Possiamo notare, inoltre, che la produzione del mais continua a crescere, ma anche il consumo cresce per un maggiore impiego nell’alimentazione umana, in quella animale e nella produzione di bioplastiche e biocombustibili.

Ciò che sta cambiando nella stagione 2016/17 è il graduale riassorbimento delle scorte; si tratta di un aspetto che dovrebbe trovare conferma nell’inclinazione della curva forward dei future, cioè il grafico che unisce i prezzi dei future su tutto l’arco delle scadenze contrattate in una certa data.

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Nella figura della curva forward troviamo tre linee rilevate a fine seduta, ciascuna a distanza di un mese.

La più datata è la curva di colore verde, rilevata a metà aprile, dove osserviamo una certa inclinazione tra le scadenze più vicine, a sinistra, e quelle più lontane, a destra.

L’inclinazione positiva della linea verde indica un mercato future senza particolari tensioni sui prezzi, dove le quotazioni crescenti corrispondono ai maggiori costi derivanti dallo stoccaggio della merce per la vendita dopo un certo tempo.

La curva in giallo è stata rilevata un mese dopo, a metà maggio; sebbene vi sia un iniziale appiattimento, specialmente sulle scadenze più lontane nella metà di destra, sulle prime scadenze si può osservare solo un prezzo più alto, ma con una pendenza analoga alla curva verde.

Ciò che cambia è l’andamento della curva più recente, in rosso, che riporta le quotazioni future a fine seduta di venerdì 17 giugno: l’inclinazione sulle prime scadenze è quasi completamente scomparsa e le scadenze più vicine sono a prezzi superiori rispetto a quelle più lontane.

È l’evidente manifestazione che l’equilibrio fra domanda e offerta si sta alterando e che, se questo fattore persisterà, le quotazioni sono destinate a salire anche in modo consistente.

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Passando al grafico delle quotazioni, i prezzi sono giunti sui massimi di un anno fa; il superamento stabile della quota di 4,40 dollari per bushel potrà fornire ulteriore benzina sul fuoco e alimentare nuovi rialzi verso la zona di 5,20 dollari, proprio dove le quotazioni erano state respinte a inizio 2014.

Per concludere, massima attenzione al mais: le quotazioni si sono svegliate da un lungo torpore e i movimenti di prezzo potrebbero anche essere violenti.

 

Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Analista finanziario, fondatore Mazziero Research, Socio Professional SIAT ed esperto di materie prime è responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting. Autore di numerosi libri fra cui la “Guida all’analisi tecnica”, il “Manuale dell’investitore consapevole” e il nuovissimo “Investire in materie prime”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari, convention aziendali e programmi radiotelevisivi. Pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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