Debito pubblico italiano: nuovo record storico

Debito pubblico italiano: nuovo record storico

Nuovo record storico del debito pubblico italiano a gennaio, 2.022,7 miliardi di euro; dopo il colpo di reni (window dressing) di fine anno al di sotto dei 2.000 miliardi si è ritornati vicini ai livelli di novembre. Un risultato che avevamo già preannunciato nell’articolo del 22 febbraio. Ed ora cosa succederà?

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Comparando l’andamento delle emissioni di titoli di Stato, febbraio dovrebbe mostrare un leggero arretramento del debito pubblico che potrebbe portarsi intorno alla soglia dei 2.020 miliardi. E’ ancora prematuro invece fare una stima del mese di marzo, sebbene il riacquisto di titoli di Stato (2,85 miliardi) potrebbe farci propendere per un ulteriore abbassamento del debito.

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Abbastanza positiva inoltre la differenza tra incassi e pagamenti, che vede le uscite della Pubblica Amministrazione a gennaio inferiori di 13,9 miliardi rispetto alle entrate. Si tratta di una ricorrenza consolidata per il mese di gennaio visto che dal 2009 si è presentata ben 5 volte su 5; non possiamo quindi ricavare elementi indicativi sul futuro equilibrio tra entrate e uscite.

Sul versante internazionale della crisi dobbiamo segnalare la richiesta di salvataggio alla Troika da parte di Cipro. Una dolorosa decisione che ha comportato il prelievo forzoso dai conti correnti del 6,75% per i depositi con un saldo sino a 100.000 euro e il 9,9% per quelli oltre tale cifra.
Si tratta del secondo “canary in the coal mine” dopo l’azzeramento delle obbligazioni subordinate della Banca olandese SNS a seguito della nazionalizzazione (con “canarino nella miniera di carbone” ci si riferisce all’impiego di un canarino in miniera che in caso di morte avrebbe potuto fornire le avvisaglie della presenza di gas tossici).
Questi fatti ci portano a qualche riflessione:

  1. E’ ormai accettato in ambito internazionale il fatto che risparmi dei cittadini e debiti di banche e Stato siano due tasche del medesimo vestito, l’eventuale carenza di una parte viene compensata dall’altra.
  2. I cittadini sono sempre chiamati a rispondere in modo solidale ai buchi di bilancio generati dai Governi e dalle banche.
  3. Le obbligazioni bancarie (per il momento le subordinate) non possono essere considerate al riparo da azzeramenti del capitale azionario.

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Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Analista finanziario, fondatore Mazziero Research, Socio Professional SIAT ed esperto di materie prime è responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting. Autore di numerosi libri fra cui la “Guida all’analisi tecnica”, il “Manuale dell’investitore consapevole” e il nuovissimo “Investire in materie prime”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari, convention aziendali e programmi radiotelevisivi. Pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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