CACAO cosa succede?

CACAO cosa succede?

L’immagine riportata sopra è il grafico mostrato ai partecipanti della conferenza Investire in materie prime di venerdì scorso all’ITForum di Rimini.

Con questo grafico del Cacao mostravo come si fosse completato con successo il doppio minimo e raggiungo il target di 2.025 (si vedano anche gli articoli qui e qui) ipotizzando una duplice evoluzione:

  1. Proseguimento verso la resistenza di 2.200 per poi scendere velocemente sino a 1.900 e successivamente tornare a salire verso 2.200; questo livello a questo punto avrebbe rappresentato la neckline (linea del collo // linea di conferma) di un testa e spalle rialzista.
  2. Superamento della resistenza di 2.200 e proseguimento del trend rialzista.

Ma vediamo cosa è successo ieri:

La seduta estremamente negativa ha portato a un brusco calo di 127 dollari per tonnellata (per un contratto future corrispondono a 1.270 dollari) con i prezzi che sono tornati appena sotto i 1.900 dollari, chiudendo a 1.894 dollari per tonnellata (future con scadenza luglio 2017).

Ora la situazione si complica, in quanto:

  1. E’ probabile un mini rimbalzo, dopo le vendite in panico di coloro che ieri non hanno seguito le quotazioni, ma anche si giungesse a 2.200 la figura dell’ipotizzato testa e spalle apparirebbe un po’ sporca e quindi non così facilmente definibile. Tuttavia se venissero superati i 2.200 dollari ci troveremmo con un bel trend formato da massimi e minimi crescenti.
  2. Le quotazioni potrebbero proseguire il ribasso verso 1.800-1.780, da dove nel caso di recupero ci troveremmo a ipotizzare un nuovo doppio minimo, più ampio del precedente e dove il vecchio doppio minimo costituirebbe il “minimo composto del lato sinistro”. Questo doppio minimo verrebbe confermato solo al superamento di 2.100 e avrebbe un target compreso in zona 2.325-2.350.

Ma cosa accadrebbe se le quotazioni proseguissero il ribasso ben oltre 1.800-1.780?

Durante la conferenza di ITForum ho affermato che ritenevo poco probabile questo scenario, ma ora è il tempo di iniziare a considerarlo.

Certamente dal punto di vista operativo le posizioni aperte andrebbero abbandonate, dato che le zone successive di arresto sono molto più in basso. Il grafico sopra mostra le quotazioni degli ultimi 20 anni ed è abbastanza facile notare come vi siano due zone possibili:

  1. Zona di 1.400 dollari per tonnellata.
  2. Zona di 800-900 dollari per tonnellata.

Come sempre in questi casi speriamo in meglio, ma prepariamoci al peggio: il mercato ha sempre ragione.

 

Socio Professional SIAT 2017

 

 

 

 

Maurizio Mazziero
maurizio@mazzieroresearch.com

Analista finanziario, fondatore Mazziero Research, Socio Professional SIAT ed esperto di materie prime è responsabile del Comitato di Consulenza di ABS Consulting. Autore di numerosi libri fra cui la “Guida all’analisi tecnica”, il “Manuale dell’investitore consapevole” e il nuovissimo “Investire in materie prime”, viene spesso invitato come esperto di mercati ed economia in convegni, seminari, convention aziendali e programmi radiotelevisivi. Pubblica trimestralmente un Osservatorio sui dati economici italiani.

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